E’ nato il Centro Studi Triveneto sulla Conciliazione

Sono a tutti noti i disservizi della Giustizia italiana ed i danni che questa situazione provoca all’economia italiana.
Secondo l’Ufficio Studi di Confcommercio tali danni possono essere quantificati in oltre 200 milioni di euro l’anno per il solo Nordest, in circa 2,6 miliardi a livello nazionale (vedasi “Il Gazzettino” del 19 agosto 2010, pagine 12 e 13).
Quello che stupisce è che il legislatore italiano, sin dall’inizio degli anni ’90 si è interessato all’argomento, con varie proposte e disegni di legge, alcuni dei quali sono diventati leggi dello Stato.
Ma in Italia, a differenza di quanto avvenuto nella generalità dei paesi evoluti, queste forme alternative di risoluzione delle controversie non hanno avuto concreto seguito ed i tribunali (e le corti superiori) hanno continuato ad essere intasati di cause, anche per motivi ed importi futili.
Per porre rimedio a questa situazione il recente decreto legislativo 28/2010 (in attuazione di una legge delega dello scorso anno) ha previsto che, a far data dal mese di marzo 2011, le controversie che più frequentemente si verificano – quali condominio, diritti di proprietà, divisioni, successioni ereditarie, locazioni, affitti di aziende, risarcimento di danni per incidenti stradali, responsabilità medica e contratti assicurativi, bancari e finanziari – siano obbligatoriamente sottoposte ad un preliminare procedimento di mediazione (o conciliazione).
La procedura può peraltro essere utilizzata, ad iniziativa di una delle parti, anche ora, con risultati assai soddisfacenti.
La Presidente di Confindustria Marcegaglia si è espressa in modo assai favorevole a tale procedura che, se correttamente applicata, può deflazionare il contenzioso anche dell’80%, come si è verificato nei paesi che hanno adottato queste procedure.
La conciliazione è infatti un modo semplice, rapido ed economico per risolvere le controversie. Con la mediazione è possibile definire una questione con l’aiuto del conciliatore, una figura super partes che ha il compito di facilitare il dialogo e condurre le parti ad una soluzione amichevole, soddisfacente e condivisa.
Si tratta in sostanza di un procedimento assai snello, con costi contenuti, che non abbisogna del patrocinio di legali e che può essere esperito presso uno dei
molti organismi di mediazione (come la Camera Arbitrale e di Conciliazione della Camera di Commercio di Venezia).
Negli ultimi mesi il numero di controversie sottoposte a questa procedura (e risolte) presso le varie Camere di Conciliazione in Italia è cresciuto in modo significativo.
Resta peraltro il fatto, confermato da numerosi sondaggi, che il mancato successo di queste procedure alternative è eminentemente di carattere colturale, come la pretesa di volersi far riconoscere una ragione da un giudice o – peggio – il timore che l’instaurazione di un tentativo di conciliazione venga interpretato, dalla controparte o dal giudice che venisse poi adito, come una consapevolezza di non avere ragione.
Abbiamo poi la convinzione che la larga fetta del mondo produttivo non sia a conoscenza o non abbia piena consapevolezza dei vantaggi di questa procedura.
Per questo, e per diffondere la cultura della Conciliazione, e cioè la consapevolezza di poter dirimere le controversie in modo veloce, con costi contenuti e senza compromettere i rapporti con la controparte (aspetto questo assai importante e non di rado sottovalutato) è stato costituito in questi giorni un Centro Studi Triveneto per la Conciliazione, al quale potranno aderire professionisti, operatori economici e privati, interessati allo sviluppo di questo modo di risolvere le controversie, liberando la Magistratura da una mole di controversie e lasciandola quindi operare sulle questioni di principio o comunque sui casi non suscettibili di accordo economico.
Maggiori notizie potranno essere ottenute telefonando al numero 041-5205077,ovvero consultando il sito www.portaleaziende.it.

Tags: