Restyling allo spesometro

dr Andrea D’Este*

 

  1. Introduzione

Il Provvedimento Agenzia delle Entrate n. 94908 del 02 agosto 2013 ha precisato le modalità operative del nuovo “spesometro” introdotto dall’articolo 21 della legge 31 maggio 2010, n. 78 a cui è stata data prima attuazione mediante il Provvedimento Agenzia delle Entrate del 22 dicembre 2010.

Lo strumento messo in atto dal legislatore fiscale rientra tra le misure finalizzate a far emergere l’enorme base imponibile ancora sommersa. Si affianca ad altri obblighi di tipo comunicativo a carico dei contribuenti: comunicazione delle operazioni realizzate con operatori stabiliti in Paesi a fiscalità privilegiata (Black List), modelli Intrastat relativi agli scambi intracomunitari, comunicazione degli acquisti da operatori sammarinesi, comunicazione relativa all’utilizzo dei beni aziendali da parte di soci e famigliari e ancora le comunicazioni all’Anagrafe Tributaria per determinati servizi (tra tutti le assicurazioni e le utenze domestiche).

In particolare attraverso lo spesometro, l’amministrazione finanziaria ha “chiuso il cerchio”, portando alla luce anche le transazioni commerciali ricevute dai privati. Il tutto deve poi essere interpretato con l’analisi del nuovo redditometro tesa alla ricostruzione sintetica del redditi delle persone fisiche.

E’ pur vero che l’economia sommersa, stimata in circa 120 miliardi di euro, è diventata un mostro da debellare ad ogni costo – e soprattutto per finalità di cassa di questi tempi – ma altra cosa è l’introduzione di “mille” comunicazioni fiscali diverse. Per i contribuenti onesti tutto ciò determina esclusivamente maggiori oneri e irrigidiscono le transazioni commerciali.      

La semplificazione tanto sperata, e da tutte le parti sociali auspicata, è ancora molto lontana.

La comunicazione in oggetto non è nuova nel panorama fiscale ma riprende il vecchio “elenco clienti e fornitori” modificandolo, soprattutto, per l’obbligo di indicare le transazioni verso i privati. Infatti il precedente modello, abrogato dall’articolo 33, comma 3 del D.L. n. 112/2008, prevedeva l’obbligo di indicare le sole operazioni, di qualunque importo, realizzate tra operatori Iva.

 

  1. Novità rispetto allo spesometro per l’anno 2011

L’articolo 2 del DL 2 marzo 2012 n. 16 ha apportato rilevanti novità sotto l’aspetto oggettivo.

Il testo precedente prevedeva l’obbligo di comunicare le sole operazioni rilevanti ai fini Iva “di importo non inferiore a euro tremila”. La disciplina di dettaglio era stata demandata ad un provvedimento direttoriale. Questi, Provvedimento Agenzia delle Entrate del 22 dicembre 2010, prevedeva una distinzione basata sulla tipologia della transazione. Per gli acquisti e le cessioni di beni il limite di 3.000 euro doveva essere riferito alla singola transazione mentre per i servizi ricevuti e resi era necessario fare riferimento ai concetti di “contratti collegati” e di “contratti a corrispettivi periodici”.

Il citato DL 16/2012 ha innovato la materia, eliminando ogni riferimento al limite quantitativo di 3.000 euro, e prevedendo due diverse fattispecie:

–       obbligo di emissione della fatture: in tal caso l’obbligo di comunicazione è assolto con la trasmissione, per ciascun cliente e fornitore, dell’importo di tutte le operazioni attive e passive effettuate;

–       possibilità di emissione della fattura: in questo caso la comunicazione telematica deve essere effettuata qualora le operazioni stesse siano di importo non inferiore ad euro 3.600, comprensivo dell’imposta sul valore aggiunto.

 

Pertanto le operazioni per le quali sussiste l’obbligo di emissione della fattura vanno incluse integralmente mentre le altre solamente se singolarmente di importo superiore ad euro 3.600, Iva inclusa.

 

  1. Soggetti obbligati alla comunicazione

Sono obbligati alla comunicazione tutti i soggetti che effettuano operazioni rilevanti ai fini Iva.

Sono inclusi, tra gli altri:

–          i soggetti in regime di contabilità semplificata (imprese ed esercenti arti e professioni) di cui agli articoli 18 e 19 DPR 600/1973;

–          gli enti non commerciali, limitatamente alle operazioni effettuate nell’esercizio di attività commerciali o agricole, ai sensi dell’articolo 4 DPR 633/1972;

–          i soggetti non residenti con stabile organizzazione in Italia, quelli operanti tramite rappresentante fiscale, ovvero identificati direttamente in Italia;

–          i curatori fallimentari ed i commissari liquidatori per conto della società fallita o in liquidazione coatta amministrativa;

–          i soggetti che si avvalgono della dispensa da adempimenti per le operazioni esenti ai sensi dell’articolo 36-bis DPR 633/1972;

–          i soggetti che applicano il regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo ai sensi dell’articolo 13, legge 23 dicembre 2000, n. 388.

 

Sono esclusi i “nuovi contribuenti minimi” previsti dall’articolo 27, comma 1 e 2, DL 6 luglio 2011 n. 98.

 

  1. Operazioni oggetto di comunicazioni

Oggetto di comunicazione sono i corrispettivi derivanti dalle:

–          cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali sussiste l’obbligo di emissione della fattura, indipendentemente dall’importo (operazioni imponibili, esenti, non imponibili o fuori campo Iva);

–          cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali non sussiste l’obbligo di emissione della fattura, qualora l’importo dell’operazione, al lordo dell’imposta, è pari o superiore ad euro 3.600;

–          operazioni di importo pari o superiore ad euro 1.000 a favore di cittadini extra-comunitari, effettuate in contanti.

 

Si precisa che l’emissione della fattura, anche se non obbligatoria in sostituzione di altro documento fiscalmente idoneo, determina l’obbligo di indicare l’operazione nel modello.

Sono invece escluse dalla comunicazione:

1)      importazioni ed esportazioni, perché già oggetto di controllo doganale. Sono escluse le c.d. esportazioni indirette e le c.d. triangolazioni comunitarie: le prime sono quelle a favore degli esportatori abituali e le seconde perché il controllo doganale è presente nell’esportazione fatta dall’acquirente residente ma non nella prima cessione;

2)      operazioni intra-comunitarie, perché già segnalate negli elenchi Intrastat. A tal fine è necessario precisare che l’articolo 50-bis, comma 4, del DL 98/2013, c.d. “decreto del fare”, ha soppresso l’obbligo di trasmettere nei modelli Intrastat il riepilogo dei servizi ricevuti da operatori comunitari, previa emanazione di apposito DM entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto; pertanto, con l’entrata in vigore di questa semplificazione, i servizi ricevuti da operatori comunitari dovranno essere indicati nello spesometro;

3)      operazioni già oggetto di comunicazione all’Anagrafe Tributaria; rientrano in tale ipotesi:

–                “contratti di assicurazione, ad esclusione di quelli relativi alla responsabilità civile ed alla assistenza e garanzie accessorie, relativamente ai soggetti contraenti; contratti di somministrazione di energia elettrica, di servizi di telefonia, fissa, mobile e satellitare, di servizi idrici e del gas, relativamente agli utenti” –  articolo 7, DPR 29 settembre 1973 n. 605, comma 5, che rinvia all’articolo 6 del citato DPR, comma 6-bis;

–                contratti di mutuo agrario e fondiario – articolo 78, comma 25, legge 30 dicembre 1991, n. 413;

–                atti relativi a diritti sugli immobili – articolo 3-bis, D.Lgs 18 dicembre 1997, n. 463;

–                contratti di leasing – articolo 7, DPR 29 settembre 1973 n. 605 e Provvedimento Direttore Agenzia delle Entrate 2011/119563;

4)      operazioni fuori campo Iva, se non giustificate da fattura;

5)      le operazioni effettuate nei confronti di contribuenti non soggetti passivi ai fini IVA, qualora il pagamento dei corrispettivi sia avvenuto mediante carte di credito, di debito o prepagate, se di importo superiore ad euro 3.600 al lordo dell’Iva, senza emissione della fattura. Si evidenzia che non rientrano tra le citate carte di credito, di debito o prepagate, quelle emesse da operatori finanziari non residenti e senza stabile organizzazione nel territorio nazionale (pertanto, ove il pagamento venga eseguito con tali ultime carte, sussiste l’obbligo di comunicazione dell’operazione).

 

  1. Modalità di trasmissione dei dati

Il Provvedimento Agenzia delle Entrate n. 94908 del 02 agosto 2013 ha chiarito che i dati da comunicare possono essere trasmessi in forma analitica oppure aggregata.

Il dettaglio delle informazioni da indicare per ciascuna modalità adottata sono spiegate al punto 5 del Provvedimento indicato.

Basti qui ricordare che non è consentito l’invio dei dati in forma aggregata per le comunicazioni relative a:

–          acquisti da operatori sammarinesi (comunicazione di cui all’articolo 16, letta c) del DM 24/12/1993;

–          acquisti e cessioni da e nei confronti di produttori agricoli ex articolo 34 DPR 633/1972;

–          acquisti di beni e prestazioni di servizi di importo pari o superiore ad euro 1.000 a favore di cittadini extra-comunitari, effettuate in contanti.

 

La scelta dell’opzione cui trasmettere la comunicazione, analitica o aggregata, vale anche per le eventuali comunicazioni sostitutive.

 

  1. Termini di presentazione, sanzioni e modalità di invio della comunicazione

La comunicazione relativa all’anno 2012 deve essere effettuata entro il giorno 12 novembre 2013, per i soggetti con liquidazione Iva mensile, ed entro il giorno 21 novembre 2013 per i soggetti con liquidazione Ina trimestrale.

Per le comunicazioni relative gli anni 2013 e successivi, la scadenza per l’invio è prevista:

–          entro il giorno 10 aprile dell’anno successivo al quale la dichiarazione si riferisce, se il soggetto liquida l’Iva mensilemente;

–          entro il giorno 20 aprile dell’anno successivo al quale la dichiarazione si riferisce, se il soggetto liquida l’Iva trimestralmente.

 

E’ prevista la possibilità di annullare e ri-trasmettere il modello inviato entro il termine di un anno dalla scadenza del termine previsto.

Il mancato invio della comunicazione così pure l’invio con dati non veritieri o incompleti, comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da euro 258 ad euro 2.065.

L’invio della comunicazione può essere fatto esclusivamente mediante modalità telematica: Entratel o
Fisconline per gli utenti abilitati oppure attraverso intermediari abilitati ai sensi dell’articolo 3, commi 2-bis e 3, DPR 322/1998.

 

  1. Ulteriori semplificazioni

Il Provvedimento del 02 agosto 2013 prevede una ulteriore semplificazione, consistente nell’unificazione e soppressione di alcuni modelli fiscali. In particolare le operazioni con operatori sammarinesi annotate nei registri Iva dal prossimo 1° ottobre 2013 e le operazioni effettuate con operatori c.d. Black List debbano essere comunicate utilizzando il modello previsto per lo spesometro. Rimango invariate, ed in questo si sperava in una maggiore semplificazione, le scadenze previste in precedenza per l’invio dei rispettivi modelli:

–          entro la fine del mese successivo a quello in cui sono annotate le operazioni verso operatori sammarinesi;

–          entro la fine del mese successivo al mese o trimestre di riferimento per le operazioni con operatori Black List.


* Dottore Commercialista in Venezia