Remissione in bonis per le omesse comunicazioni e adempimenti

dr Andrea D’Este*

 

L’articolo 2, comma 1, DL 2 marzo 2012, n. 16 ha introdotto un inedita forma di ravvedimento operoso. Si tratta della c.d. remissione in bonis a favore dei soggetti che non abbiano adempiuto alla presentazione di comunicazioni ovvero di altri adempimenti di natura formale per poter accedere a benefici fiscali o a regimi fiscali opzionali.
La disposizione è, quindi, volta ad evitare che mere dimenticanze formali (il tipico esempio è la mancata presentazione di comunicazioni fiscali) possano precludere al contribuente che possiede i requisiti sostanziali delle varie agevolazioni fiscali, l’accesso a benefici fiscali o a regimi di tassazione opzionali.
Analogamente a quanto previsto per il ravvedimento operoso, la cui disciplina è contenuta nell’articolo 13 D.Lgs 472/1997, la possibilità di accedere alla remissione in bonis è preclusa qualora la violazione sia stata constatata o siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore dell’inadempimento abbia avuto formale conoscenza.
Su punto la circolare 38/E del 28 settembre 2012 – punto 1.2 – chiarisce come “l’inizio di una attività di accesso, ispezione, verifica o di altra attività amministrativa di accertamento che abbia ad oggetto comparti impositivi diversi da quello a cui si riferisce il beneficio fiscale o il regime opzionale non sia ostativo alla possibilità di avvalersi dell’istituto in esame”.
Altri requisiti richiesti dalla disposizione normativa sono:
– possesso dei requisiti sostanziali richiesti dalle norme di riferimento;
– presentazione della comunicazione o effettuazione dell’adempimento richiesto entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile.

Quanto al primo, il soggetto deve essere in possesso dei requisiti richiesti dalla norma agevolativa o stabiliti per il regime opzionale alla data originaria di scadenza prevista normativamente per la trasmissione della comunicazione o per l’assolvimento dell’adempimento formale richiesti per la fruizione delle agevolazioni fiscali o per l’accesso a regimi fiscali opzionali. In altre parole i requisiti sostanziali devono sussistere nell’ultimo giorno utile per l’invio della comunicazione o per effettuare l’adempimento formale.
Relativamente al termine entro il quale sanare l’omissione, è previsto che la comunicazione o l’adempimento formale debbano essere effettuati entro il termine di scadenza della prima dichiarazione dei redditi il cui termine di presentazione scade successivamente al termine previsto per effettuare la comunicazione ovvero eseguire l’adempimento. Ad esempio, se la scadenza prevista per l’invio della comunicazione scade il 31 maggio, in caso di omissione vi sarà tempo fino al 30 settembre. La circolare 38/E/2012 prevede che qualora l’omesso adempimento rilevi esclusivamente ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, il termine di riferimento per sanare l’omissione è quello previsto per la presentazione della prima dichiarazione Iva che scade successivamente al termine previsto per effettuare la comunicazione o l’adempimento, attualmente fissato il 30 settembre di ogni anno.
Inoltre, in ogni caso, non si tiene conto del “periodo di tolleranza” di 90 giorni previsto dall’articolo 2, comma 7, DPR 322/1998. Deve, quindi, essere preso in considerazione il solo termine ordinario di presentazione delle dichiarazioni.
Il ravvedimento si perfeziona con il versamento della sanzione minima stabilita dall’articolo 11, comma 1, del D.Lgs 471/1997, è cioè di euro 258,00.
Il versamento dovrà avvenire con il modello F24, indicando il codice tributo 8114 e come “anno di riferimento”, l’anno per il quale si effettua il versamento. La sanzione non può essere compensata con eventuali crediti né può essere oggetto di ravvedimento operoso.
Relativamente all’ambito oggettivo, la norma specifica che deve trattarsi di “benefici di natura fiscale o … regimi fiscali opzionali, subordinati all’obbligo di preventiva comunicazione ovvero di altro adempimento di natura formale”.
Pertanto la disposizione non trova applicazione allorquando la mancata comunicazione o il mancato adempimento assumano natura di mera irregolarità, da cui discende solamente l’irrogazione di sanzioni ma non la preclusione ai benefici fiscali o l’accesso ai regimi previsti.
Sempre la circolare 35/E/2012 esclude dall’ambito oggettivo della norma l’accesso a regimi di determinazione dell’imposta o a regimi contabili previsti dalla disciplina delle opzioni contenuta nel DPR 442/1997. Ciò in quanto, la disciplina privilegia il comportamento concludente del contribuente ossia l’effettiva attuazione del regime fin dall’inizio dell’anno o dell’attività, prescindendo dall’eventuale esercizio formale della relativa opzione da comunicare nella prima dichiarazione Iva da presentare successivamente alla scelta operata.
La circolare 38/E illustra il ravvedimento per le seguenti fattispecie:
– l’invio telematico da parte della società trasparente dell’opzione per il regime fiscale di trasparenza fiscale;
– l’invio telematico dell’opzione per l’istituto del consolidato fiscale;
– l’invio del modello EAS per gli enti associativi;
– l’opzione per l’adesione al regime di liquidazione e versamento mensile o trimestrale dell’Iva di gruppo;
– l’opzione per le società di persone e gli imprenditori individuali in contabilità ordinaria che vogliono determinare la base imponibile Irap con le regole “da bilancio”;
– l’opzione per la cosiddetta “tonnage tax”.

Riassumendo:

FATTISPECIE

TERMINE PREVISTO

TERMINE RAVVEDIMENTO

Regime di trasparenza

Entro il 31.12 del primo anno di validità

dell’opzione

Entro il 30.9 dell’anno successivo

Consolidato fiscale

Entro il 16.6 del primo anno di validità

dell’opzione

Entro il 30.9 dello stesso anno

Modello EAS

 

Entro 60 giorni dalla costituzione

Entro il 30.9 dello stesso anno (se costituiti fino all’1.8)

Entro il 30.9 dell’anno successivo (se costituiti dal 2.8 al 31.12)

Entro il 31.3 dell’anno successivo a quello di variazione di dati già comunicati

Entro il 30.9 dello stesso anno

 

Liquidazione IVA di gruppo

Entro il 16.2 dell’anno di prima applicazione

Entro il 30.9 dello stesso anno

Determinazione

IRAP a valori di

bilancio

opzione

Entro 60 giorni dall’inizio del primo anno

di esercizio dell’opzione

Entro il 30.9 dello stesso anno

 

revoca

Entro 60 giorni dall’inizio dell’anno di

efficacia della revoca dell’opzione

Tonnage Tax

Entro il 3 mesi dall’inizio del primo anno di esercizio dell’opzione

Entro il 30.9 dello stesso anno

 

Né la relazione illustrativa al DL né la circolare 38/E/2012 contengono alcun riferimento alla possibilità di ravvedere la mancata comunicazione al Centro Operativo di Pescara ai fini della detrazione delle spese di ristrutturazione edilizia. Infatti fino al 13 maggio 2011, il DM 18 febbraio 1998, n. 41, prevedeva l’obbligo di inviare antecedentemente alla data di inizio dei lavori, la comunicazione contenete principalmente i dati catastali degli immobili oggetto di ristrutturazione.
Ci si è posti il problema se l’omessa presentazione della comunicazione sia sanabile e, se possibile, per quale periodo. La risposta è contenuta nel paragrafo 1.4 della circolare 38/E/2012. L’Agenzia delle Entrate dapprima premette che il ravvedimento in esame sia applicabile per le sole omissioni per le quali alla data di entrata in vigore della disposizione – 02 marzo 2012 – non sia scaduto il termine di presentazione della prima dichiarazione utile, ma specifica che in sede di prima applicazione, in considerazione della ratio della disposizione in esame e del principio di legalità, sarà possibile ravvedere anche le irregolarità per le quali è scaduto il termine di presentazione della prima dichiarazione utile ma non sia ancora scaduto il termine di presentazione della dichiarazione riguardante il periodo di imposta nel quale l’adempimento è stato omesso. Inoltre l’Agenzia dilata il termine della prima dichiarazione utile facendolo coincidere con la data del 31 dicembre 2012. Quindi, ritornando alla comunicazione al Centro Operativo di Pescara, sarà possibile sanare l’omessa comunicazione non inviata nel periodo 01 gennaio 2011 – 13 maggio 2011 provvedendo a farlo entro il 31 dicembre 2012, versando contestualmente la sanzione di euro 258,00.
Non ritengo sia oggetto di ravvedimento la mancata comunicazione al conduttore da parte del locatore circa l’esercizio dell’opzione per la cedolare secca sui canoni locatizi prevista dall’articolo 3, comma 11, D.Lgs 14 marzo 2011, n. 23. Del pari non ritengo sanabile l’omessa comunicazione da effettuare all’ENEA nell’ambito delle detrazione per il risparmio energetico 55%. Entrambe le comunicazioni, infatti, non hanno un contenuto fiscale ed inoltre non sono dirette all’Agenzia delle Entrate.

 

* Dottore Commercialista e Revisore Contabile in Venezia