Nuove regole per la fatturazione

dr Andrea D’Este*

Il DL 11 dicembre 2012 n. 216, convertito con la legge di stabilità 2013-2015 (L. 228/2012) all’articolo 1 recepisce nel nostro ordinamento le regole sulla fatturazione contenute nella Direttiva 2010/45/UE del 13 luglio 2010. Si tratta di intervento normativo importante che necessita di una approfondita analisi.
Le modifiche impattano principalmente sulle regole di fatturazione, intese come termine e modalità, ma vengono introdotte anche novità in materia di fatturazione elettronica e si introduce la nuova fattura semplificata. Da ultimo viene modificato il calcolo del volume d’affari.
Le modifiche alle regole di fatturazione entrano in vigore il 1° gennaio 2013 e impattano sia nella fatturazione delle operazioni intracomunitarie sia per quelle nazionali. In particolare il DL citato modifica l’articolo 21 DPR 633/1972 e vari articoli del DL 331/1993 e novella la disciplina degli acquisti/cesioni di beni e quelle relative alle prestazioni di servizi.
Dal 1° gennaio 2013 gli acquisti e le cessioni di beni intracomunitarie si considerano effettuate all’atto dell’inizio del trasporto o della spedizione al cessionario nello Stato membro ove è stabilito il cedente. In precedenza rilevava la consegna del bene e ciò potrebbe comportare problemi circa i trasporti con durate importanti, soprattutto perché il cessionario non è a conoscenza del momento in cui il trasporto ha inizio. Se anteriormente all’inizio del trasporto o della spedizione, il cedente emette fattura, l’operazione si intende effettuata limitatamente all’importo fatturato; non è più rilevante, come in precedenza, il pagamento anticipato del corrispettivo. Le medesime regole sono da utilizzare per la compilazione dei modelli Intrastat.
Altre modifiche riguardano sia gli acquisti/cessioni di beni sia le prestazioni di servizi; in particolare:
– le fatture di vendita dovranno essere emesse entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione (inizio del trasporto, o se antecedente emissione della fattura, per le cessioni di beni e data di ultimazione, o se antecedente incasso del corrispettivo, per le prestazioni di servizi). Il differimento circa l’emissione della fattura non rinvia la registrazione della fattura che deve avvenire “secondo l’ordine della numerazione ed entro il termine di emissione, con riferimento al mese di effettuazione dell’operazione”. Ciò significa che la fattura emessa rileverà nel registro delle fatture emesse nel mese di effettuazione dell’operazione e non in quello di emissione, se successivo;
– il cessionario/committente nazionale che non ha ricevuto la fattura entro il secondo mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, deve emettere autofattura entro il giorno 15 del mese successivo (terzo mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione); rispetto alla precedente versione viene allungato di 15 giorni il termine per l’emissione dell’autofattura;
– obbligo di indicare l’annotazione “autofatturazione” da parte del cessionario/committente che emette l’autofattura;
– introduzione dell’obbligo di emettere la fatture per tutte le operazione di cui agli articoli da 7 a 7-septies DPR 633/1972, indicando in luogo dell’imposta:
1) “inversione contabile” se le prestazioni sono rese a favore di un cessionario/committente comunitario debitore dell’imposta;
2) “non imponibile” se le prestazioni sono rese a soggetti stabiliti fuori dalla Comunità Europea.

Per tutte le fatture viene introdotto l’obbligo di indicare il numero di P. Iva del cessionario/committente se residente oppure il numero di identificazione Iva se soggetto comunitario; in caso di cessionario/committente persona fisica residente sarà obbligatorio indicare il codice fiscale. La disposizione fa proprio il comportamento tenuto dai soggetti passivi che indicavano già nelle fatture il codice fiscale/P. Iva del cessionario/committente, per poter adempiere ad ulteriori adempimenti (elenco clienti/fornitori, spesometro, etc).
Inoltre, analogamente alle cessioni di beni, viene introdotta la possibilità di emettere la fattura differita anche per le prestazioni di servizi “individuabili attraverso idonea documentazione”. In altre parole il prestatore potrà emettere un’unica fattura entro il giorno 15 del mese successivo per tutti i servizi resi a favore del medesimo committente durante il mese precedente. La prassi dovrà chiarire cosa si debba intendere per servizi “individuabili attraverso idonea documentazione”. Considerato che le prestazioni di servizi si considerano effettuate al momento del loro pagamento, la fattura riepilogativa potrà essere emessa per i servizi pagati nel mese precedente dallo stesso committente.
Il nuovo comma 6 dell’articolo 21 DPR 633/1972 prevede l’indicazione nelle fatture emesse dal cedente/prestatore italiano, e quindi sia per le cessioni di beni che per le prestazioni di servizi, delle seguenti diciture, oltre alla normale indicazione della norma nazionale o comunitaria:
– “operazione non soggetta” per le cessioni relative a beni in transito o depositati in luoghi soggetti a vigilanza doganale, non soggette all’imposta a norma dell’articolo 7-bis, comma 1, DPR 633/1972;
– “operazione non imponibile” per le operazioni non imponibili di cui agli articoli 8, 8-bis, 9 e 38-quater DPR 633/1972;
– “operazione esente” per le operazioni esenti di cui all’articolo 10, eccetto quelle indicate al n. 6) DPR 633/1972;
– “regime del margine – beni usati”, “regime del margine – oggetti d’arte” o “regime del margine – oggetti di antiquariato o da collezione”, a seconda dei casi, per le operazioni soggette al regime del margine previsto dal decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41;
– “regime del margine – agenzie di viaggio” per le operazioni effettuate dalle agenzie di viaggio e turismo soggette al regime del margine previsto dall’articolo 74-ter DPR 633/1972.

Le altre novità introdotte dal DL 216/2012 riguardano la possibilità di emettere le fatture attraverso i misuratori fiscali e l’introduzione della fattura semplificata con il nuovo articolo 21-bis DPR 633/1972.
La fattura semplificata non può avere un importo superiore ad euro 100,00 anche se è previsto che con decreto di natura non regolamentare il Ministro dell’economia e delle finanze può innalzare fino a quattrocento euro il limite indicato ovvero consentire l’emissione di fatture semplificate anche senza limiti di importo per le operazioni effettuate nell’ambito di specifici settori di attività o da specifiche tipologie di soggetti per i quali le pratiche commerciali o amministrative ovvero le condizioni tecniche di emissione delle fatture rendono particolarmente difficoltoso il rispetto degli obblighi di conversione in euro dei corrispettivi in valuta estera oppure l’indicazione delle informazioni richieste dall’articolo 21, comma 2, DPR 633/1972.
La fattura semplificata deve contenere:
– data di emissione;
– numero progressivo che la identifichi in modo univoco;
– ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cedente o prestatore, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti;
– numero di partita IVA del cedente o prestatore;
– ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del cessionario/ committente, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti; in alternativa, in caso di soggetto stabilito nel territorio dello Stato può essere indicato il solo codice fiscale o il numero di partita IVA, ovvero, in caso di soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell’Unione europea, il solo numero di identificazione IVA attribuito dallo Stato membro di stabilimento;
– descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi;
– ammontare del corrispettivo complessivo e dell’imposta incorporata, ovvero dei dati che permettono di calcolarla.

Le semplificazioni sono state sottolineate e riguardano la possibilità di indicare il solo numero di P. Iva del cedente/prestatore e il solo codice fiscale o P. Iva del cessionario/committente in luogo degli altri dati fiscali nonché la possibilità di indicare l’ammontare complessivo dei beni/servizi e dell’imposta.
Per le note di accredito/debito deve essere indicato il riferimento alla fattura rettificata e le indicazioni specifiche che vengono modificate.
La fattura semplificata non può essere utilizzata per le cessioni intracomunitarie di beni e per i servizi resi a soggetti intracomunitari debitori dell’imposta nello Stato di stabilimento.
Relativamente al calcolo del volume d’affari, il DL 216/2012 amplia la platea delle operazioni che vi rientrano, comprendendo ora anche le operazioni soggette a fatturazione di cui agli articolo da 7 a 7-septies DPR 633/1972.
L’ampliamento del volume d’affari impatta negativamente sul regime Iva per cassa che prevede la soglia di 2 milioni di euro di volume d’affari per potervi accedere. L’ampliamento non pregiudica, invece, gli esportatori abituali. Infatti per tali soggetti la legge di stabilità 2013-2015 – legge 228/2012 – ha previsto che il volume d’affari, ai soli fini della determinazione del rapporto di cui all’articolo 1 DL 746/1983, sia depurato delle operazioni fuori campo Iva ai sensi degli articoli da 7 a 7-septies DPR 633/1972.

 

* Dottore Commercialista e Revisore Contabile in Venezia