Comunicazione operazioni di importo non inferiore ad euro 3.000

dr Andrea D’Este*

Introduzione
In questi ultimi anni la lotta all’evasione fiscale è diventata non solo una questione etica ma soprattutto uno strumento per recuperare base imponibile da destinare alla copertura di continue manovre fiscali; solo nel 2011, ad oggi, ve ne sono state tre, senza considerare l’ultima a firma del governo Monti.
Per fare emergere l’enorme economia sommersa, stimata in circa 120 miliardi di euro all’anno, l’Amministrazione sta adottando molteplici strumenti. Il primo e più importante è il controllo delle transazioni tra operatori economici, che attualmente si possono classificare in tre diverse ipotesi:
– transazioni tra residenti e soggetti aventi sede o domicilio in Paesi c.d. Black List (Paradisi Fiscali);
– transazioni tra residenti e soggetti aventi sede o domicilio nella Comunità Europea;
– transazioni tra residenti e tra residenti e altri soggetti non residenti.

Per ognuna delle tipologie di scambio elencate è previsto uno specifico obbligo comunicativo.
Il secondo strumento messo in atto è una intensificazione dei controlli fiscali presso le imprese, anche di tipo programmatico come per i “grandi contribuenti”.
La terza metodologia è una serie eterogenea di strumenti finalizzati a colpire pratiche diffuse aventi il precipuo scopo di far emergere il reale tenore di vita dei contribuenti, soprattutto delle persone fisiche. Rientrano in tale tipologia le comunicazioni circa l’utilizzo dei beni aziendali da parte di soci e famigliari e ancora le comunicazioni all’Anagrafe Tributaria per determinati servizi (tra tutti le assicurazioni e le utenze domestiche).

Comunicazione delle operazioni di importo non inferiore ad euro 3.000
Sotto l’aspetto del controllo delle transazioni commerciali, l’articolo 21 della legge 31 maggio 2010, n. 78 ha introdotto a carico dei soggetti passivi Iva uno strumento già utilizzato in passato sotto il nome di “elenco clienti e fornitori”. Si differenzia dal suo predecessore sotto molteplici aspetti, ma soprattutto perché include le transazioni verso le persone fisiche non titolari di partita Iva.
Il Provvedimento Direttoriale del 22 dicembre 2010 ha dato attuazione alla disposizione normativa predetta, disciplinando dettagliatamente il nuovo obbligo comunicativo. Successivamente l’Agenzia delle Entrate con la circolare 24/E del 30 maggio 2011 e con il comunicato stampa dell’11 ottobre 2011 ha spiegato in modo più operativo il nuovo obbligo.

1. Soggetti obbligati alla comunicazione
Sono obbligati alla comunicazione tutti i soggetti passivi Iva che effettuano operazioni rilevanti ai fini di tale imposta. Sono quindi inclusi, tra gli altri:
– i soggetti in regime di contabilità semplificata (imprese ed esercenti arti e professioni) di cui agli articoli 18 e 19, DPR 29 settembre 1973, n. 600;
– gli enti non commerciali, limitatamente alle operazioni effettuate nell’esercizio di attività commerciali o agricole, ai sensi dell’articolo 4, DPR 26 ottobre 1972, n. 633;
– i soggetti non residenti con stabile organizzazione in Italia, quelli operanti tramite rappresentante fiscale, ovvero identificati direttamente in Italia;
– i curatori fallimentari ed i commissari liquidatori per conto della società fallita o in liquidazione coatta amministrativa;
– i soggetti che si avvalgono della dispensa da adempimenti per le operazioni esenti ai sensi dell’articolo 36-bis, DPR 26 ottobre 1972, n. 633;
– i soggetti che applicano il regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo ai sensi dell’articolo 13, legge 23 dicembre 2000, n. 388.

Sono esclusi i soggetti minimi di cui all’articolo 1, commi 96-116, legge 24 dicembre 2007 n. 244, pur essendo in possesso del numero di partita Iva.

2. Operazioni oggetto di comunicazioni
Sono le operazioni rilevanti ai fini Iva rese o ricevute dai soggetti obbligati alla comunicazione, se di importo superiore ad euro 3.000 al netto dell’Iva. Per operazioni rilevanti ci si riferisce alle operazioni imponibili, alle operazioni non imponibili (articolo 8, DPR 26 ottobre 1972, n. 633 escluse quelli di cui al comma 1, lettera a) e b) e articoli 8-bis, 9, 71 e 72 del medesimo decreto) e alle operazioni esenti (articolo 10, DPR 26 ottobre 1972, n. 633). Sono ricompresse anche le operazioni soggette al regime del margine e al reverse charge.
Suddividendo per tipologia di operazione vi rientrano quindi:
– acquisti di beni;
– vendite di beni;
– servizi ricevuti;
– servizi resi.

Per le operazioni rilevanti non soggette all’obbligo di emissione della fattura (cessioni dei commercianti al minuto, trasporto di persone e prestazioni alberghiere e altre di cui all’articolo 22 DPR 633/1972), il limite oltre il quale diventa obbligatoria la comunicazione è stato fissato in euro 3.600. Da non interpretare come 3.000 oltre Iva del 20% (aliquota in vigore la momento di emanazione del Provvedimento direttoriale). Infatti tale limite si applica indipendentemente dall’aliquota Iva applicabile: si pensi alle somministrazione di alimenti e bevande che scontano l’aliquota ridotta del 10%.
Di assoluto rilievo è la distinzione tra beni e servizi. Per i primi il limite di euro 3.000 vale per singolo acquisto e/o vendita mentre per i secondi la situazione si complica. Infatti il Provvedimento predetto prevede espressamente che “qualora siano stipulati più contratti tra loro collegati, ai fini del calcolo del limite, si considera l’ammontare complessivo dei corrispettivi previsti per tutti i predetti contratti. Per i contratti di appalto, di fornitura, di somministrazione e gli altri contratti da cui derivano corrispettivi periodici, l’operazione è da comunicare qualora i corrispettivi dovuti in un anno solare siano complessivamente di importo pari o superiore a euro tremila”.
Per queste tipologie di contratti, collegati o a corrispettivi periodici, la soglia di euro 3.000 và determinata non per singola transazione ma su base annuale, avendo cura di indicare quanto previsto contrattualmente, indipendentemente dalla fatturazione e/o incasso o pagamento.
Il Provvedimento non illustra cosa debba intendersi per contratto collegato e per contratto con corrispettivi periodici. A farlo è la circolare 24/E/2011 e il comunicato stampa dell’11 ottobre 2011 con il quale l’Agenzia delle Entrate risponde a numerosi quesiti posti delle Associazioni di categoria.
Per contratto collegato deve intendersi una parte della complessiva intenzione delle parti, che viene realizzata attraverso una pluralità di schemi negoziali diversi. La circolare evidenzia che “secondo il consolidato orientamento della Corte di Cassazione, il collegamento negoziale, sia che trovi la sua fonte nella legge ovvero nell’autonomia negoziale delle parti, è essenzialmente un meccanismo mediante il quale le parti perseguono un risultato economico unitario e complesso che viene realizzato non per mezzo di un singolo contratto bensì mediante una pluralità coordinata di contratti; tale collegamento può, tra l’altro, riguardare sia l’elemento oggettivo che quello soggettivo”.
La volontà dell’Amministrazione è quella di rendere obbligatoria la comunicazione anche qualora i singoli contratti costituenti lo schema negoziale complessivo siano, singolarmente considerati, di valore inferiore alla soglia di euro 3.000.
Per contratto con corrispettivi periodici si individua, invece, un singolo contratto per il quale le parti abbiano contrattualmente previsto il pagamento frazionato del corrispettivo. Il fine è quello di obbligare alla comunicazione anche contratti aventi pagamenti frazionati inferiori alla soglia di euro 3.000 ma di importo complessivo maggiore.
Sono escluse dalla comunicazione:
1) importazioni ed esportazioni, perché già oggetto di controllo doganale. Sono escluse le c.d. esportazioni indirette e le c.d. triangolazioni comunitarie: le prime sono quelle a favore degli esportatori abituali e le seconde perché il controllo doganale è presente nell’esportazione fatta dall’acquirente residente ma non nella prima cessione;
2) operazioni con soggetti stabiliti in Paesi Black List perché già riepilogate nell’apposito modello. Si precisa che tale adempimento è entrato in vigore per le operazioni effettuate dal mese di luglio dell’anno 2010; pertanto andranno inserite nella comunicazione de quo quelle effettuate nel primo semestre dell’anno 2010;
3) operazioni già oggetto di comunicazione all’Anagrafe Tributaria; rientrano in tale ipotesi:
– “contratti di assicurazione, ad esclusione di quelli relativi alla responsabilità civile ed alla assistenza e garanzie accessorie, relativamente ai soggetti contraenti; contratti di somministrazione di energia elettrica, di servizi di telefonia, fissa, mobile e satellitare, di servizi idrici e del gas, relativamente agli utenti” – articolo 7, DPR 29 settembre 1973 n. 605, comma 5, che rinvia all’articolo 6 del citato DPR, comma 6-bis;
– contratti di mutuo agrario e fondiario – articolo 78, comma 25, legge 30 dicembre 1991, n. 413;
– atti relativi a diritti sugli immobili – articolo 3-bis, D.Lgs 18 dicembre 1997, n. 463;
– contratti di leasing – articolo 7, DPR 29 settembre 1973 n. 605 e Provvedimento Direttore Agenzia delle Entrate 2011/119563;
4) operazioni “fuori campo Iva” – articolo 7 s.s., DPR 26 ottobre 1972, n. 633;
5) le operazioni effettuate nei confronti di contribuenti non soggetti passivi ai fini IVA, qualora il pagamento dei corrispettivi sia avvenuto mediante carte di credito, di debito o prepagate. Si evidenzia che non rientrano tra le citate carte di credito, di debito o prepagate, quelle emesse da operatori finanziari non residenti e senza stabile organizzazione nel territorio nazionale (pertanto, ove il pagamento venga eseguito con tali ultime carte, sussiste l’obbligo di comunicazione dell’operazione).

3. Dati da indicare nella comunicazione
Il modello Ministeriale si compone di cinque sezioni oltre ad una iniziale contenente i dati dal soggetto obbligato. Nelle cinque sezioni vanni indicati:
– Sezione 1: dettaglio operazioni con soggetti residenti non titolari di partita Iva;
– Sezione 2: dettaglio operazioni con soggetti residenti titolari di partita Iva;
– Sezione 3: dettaglio operazioni con soggetti non residenti;
– Sezione 4: dettaglio operazioni con soggetti residenti – note di variazione;
– Sezione 5: dettaglio operazioni con soggetti non residenti – note di variazione

Nel prosegui espongo il dettaglio analitico delle singole sezioni:

 

Sezione 1

Codice fiscale del contribuente Indicare il codice fiscale del contribuente che presenta la comunicazione
Codice fiscale della controparte Indicare il codice fiscale della controparte cui l’operazione si riferisce
Data operazione Indicare nel formato GGMMAAAA. La data deve essere inclusa nell’anno di riferimento o nell’anno immediatamente precedente.
Modalità pagamento Indicare il valore1= Importo non frazionato 2= Importo frazionato 3= Corrispettivi periodici
Importo dovuto Indicare i valori arrotondati all’unità di euro privi della parte decimale e del segno

 

Sezione 2

Codice fiscale del contribuente Indicare il codice fiscale del contribuente che presenta la comunicazione
Partita IVA della controparte Indicare il codice fiscale della controparte cui l’operazione si riferisce
Data operazione Indicare nel formato GGMMAAAA. La data deve essere inclusa nell’anno di riferimento o nell’anno immediatamente precedente.
Numero della fattura Non obbligatorio
Modalità pagamento Indicare il valore 1= Importo non frazionato 2= Importo frazionato 3= Corrispettivi periodici
Importo dovuto Indicare i valori arrotondati all’unità di euro, privi della parte decimale e del segno
Imposta Indicare i valori arrotondati all’unità di euro, privi della parte decimale e del segno. Se uguale a zero non valorizzare.
Tipologia operazione Indicare il valore 1= Cessione e/o prestazione 2 = Acquisto e/o prestazione ricevuta

 

Sezione 3

1) SE LA CONTROPARTE E’ PERSONA FISICA
Cognome Obbligatorio se compilato il campo “Nome”
Nome Obbligatorio se compilato il campo “Nome”
Data di nascita Indicare la data di nascita della controparte persona fisica cui l’operazione si riferisce nel formato GGMMAAAA
Provincia di nascita Indicare la Provincia del Comune italiano di nascita della controparte; in caso di stato estero di nascita indicare il valore EE
Comune o stato estero di nascita Indicare il Comune o Stato estero di nascita della controparte persona fisica cui l’operazione si Riferisce
Codice stato estero del domicilio Indicare il codice Stato estero di domicilio della controparte, desumibile dalla tabella ministeriale “Elenco degli stati esteri”

 

2) SE LA CONTROPARTE E’ UNA PERSONA GIURIDICA
Denominazione/Ragione sociale Indicare la denominazione/Regione sociale della controparte
Città estera sede legale Indicare la città estera della sede legale della controparte
Codice stato estero sede legale Indicare il codice Stato estero della sede legale della controparte, desumibile dalla tabella ministeriale “Elenco degli stati esteri”
Indirizzo estero sede legale Indicare l’indirizzo della sede legale all’estero della controparte cui l’operazione si riferisce

 

3) SE LA CONTROPARTE E’ DIVERSA DA UNA PERSONA FISICA E DA UNA PERSONA GIURIDICA COMPILARE I CAMPI SECONDO LE ISTRUZIONI FORNITE PER LE PERSONE FISICHE E LE PERSONE GIURIDICHE

 

4) PER OGNUNA DELLE CONTROPARTI
Data operazione Indicare nel formato GGMMAAAA. La data deve essere inclusa nell’anno di riferimento o nell’anno immediatamente precedente.
Numero della fattura Non obbligatorio
Modalità pagamento Indicare valore 1= Importo non frazionato 2= Importo frazionato 3= Corrispettivi periodici
Importo dovuto Indicare i valori arrotondati all’unità di euro, privi della parte decimale e del segno
Imposta Indicare i valori arrotondati all’unità di euro, privi della parte decimale e del segno. Se a zero non valorizzare.
Tipologia operazione Indicare il valore 1= Cessione e/o prestazione 2 = Acquisto e/o prestazione ricevuta

 

Sezione 4

Partita IVA della controparte Indicare la partita Iva della controparte cui l’operazione si riferisce
Codice fiscale della controparte Obbligatorio se controparte è priva della partita Iva
Data nota di variazione Indicare nel formato GGMMAAAA. La data deve essere inclusa nell’anno di riferimento o nell’anno immediatamente precedente.
Numero della nota di variazione Non obbligatorio
Imponibile Indicare i valori arrotondati all’unità di euro, privi della parte decimale e del segno.
Imposta Indicare i valori arrotondati all’unità di euro, privi della parte decimale e del segno. Se a zero non valorizzare.
Data della fattura da rettificare Indicare nel formato GGMMAAAA. La data deve essere inclusa nell’anno di riferimento o in quelli precedenti.
Numero della fattura da rettificare Indicare il numero della fattura da rettificare
Variazione dell’imponibile Obbligatorio; indicare valore “C”= Credito “D” = Debito
Variazione dell’imposta Obbligatorio se il campo “Imposta di variazione” è compilato; indicare valore “C”= Credito “D” = Debito

 

Sezione 5

1) SE LA CONTROPARTE E’ PERSONA FISICA
Cognome Obbligatorio se compilato il campo “Nome”
Nome Obbligatorio se compilato il campo “Nome”
Data di nascita Indicare la data di nascita della controparte persona fisica cui l’operazione si riferisce  nel formato GGMMAAAA
Provincia di nascita Indicare la Provincia del Comune italiano di nascita della controparte; in caso di Stato estero di nascita indicare il valore EE
Comune o stato estero di nascita Indicare il Comune o Stato estero di nascita della controparte persona fisica cui l’operazione si Riferisce
Codice stato estero del domicilio Indicare il codice Stato estero di domicilio della controparte, desumibile dalla tabella ministeriale “Elenco degli stati esteri”

 

2) SE LA CONTROPARTE E’ UNA PERSONA GIURIDICA
Denominazione/Ragione sociale Indicare la denominazione/Regione sociale della controparte
Città estera sede legale Indicare la città estera della sede legale della controparte
Codice stato estero sede legale Indicare il codice Stato estero della sede legale della controparte, desumibile dalla tabella ministeriale “Elenco degli stati esteri”
Indirizzo estero sede legale Indicare l’indirizzo di sede legale estero della controparte cui l’operazione si riferisce

 

3) SE LA CONTROPARTE E’ DIVERSA DA UNA PERSONA FISICA E DA UNA PERSONA GIURIDICA COMPILARE I CAMPI SECONDO LE ISTRUZIONI FORNITE PER LE PERSONE FISICHE E LE PERSONE GIURIDICHE

 

4) PER OGNUNA DELLE CONTROPARTI
Data nota di variazione Indicare nel formato GGMMAAAA. La data deve essere inclusa nell’anno di riferimento o nell’anno immediatamente precedente.
Numero della nota di variazione Non obbligatorio
Imponibile Indicare i valori arrotondati all’unità di euro, privi della parte decimale e del segno.
Imposta Indicare i valori arrotondati all’unità di euro, privi della parte decimale e del segno. Se a zero non valorizzare.
Data della fattura da rettificare Indicare nel formato GGMMAAAA. La data deve essere inclusa nell’anno di riferimento o in quelli precedenti.
Numero della fattura da rettificare Indicare il numero della fattura da rettificare
Variazione dell’imponibile Indicare il valore “C”= Credito “D” = Debito
Variazione dell’imposta Obbligatorio se il campo “Imposta di variazione” è compilato; indicare valore “C”= Credito “D” = Debito


4. Termini di presentazione, sanzioni e modalità di invio della comunicazione
La comunicazione deve essere effettuata entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento.
Per i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, dovranno indicare nella comunicazione i dati rilevanti anche se compresi in due periodi d’imposta diversi.
E’ prevista la possibilità di inviare un modello sostitutivo ad altro inviato precedentemente entro 30 giorni dalla presentazione di quest’ultimo.
Successivamente a tale termine e comunque entro la data di presentazione del modello relativo all’anno successivo, è ammessa la presentazione di un modello integrativo. In tal caso è necessario procedere al ravvedimento operoso di cui all’articolo 13 D.Lgs 18 dicembre 1997, n. 472, con il versamento di euro 32,25 pari ad 1/8 del minimo.
Il mancato invio della comunicazione così pure l’invio con dati non veritieri o incompleti, comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da euro 258 ad euro 2.065.
L’invio della comunicazione può essere fatto esclusivamente mediante modalità telematica: Entratel o
Fisconline per gli utenti abilitati oppure attraverso intermediari abilitati ai sensi dell’articolo 3, commi 2-bis e 3, DPR 22 luglio 1998, n. 322.

5. Comunicazione per l’anno 2010
Solamente per il primo anno di applicazione della nuova comunicazione, la soglia di rilevanza è fissata ad euro 25.000 ed è prevista l’esclusione per le operazioni per le quali non è obbligatorio emettere la fattura ai sensi dell’articolo 22 DPR 26 ottobre 1972, n. 633. Per tale periodo d’imposta la scadenza per l’invio della comunicazione, inizialmente prevista per il 31 ottobre 2011 è stata prorogata al 31 dicembre 2011.


* Dottore Commercialista e Revisore Contabile in Venezia