Credito d’imposta per l’acquisto di nuovi macchinari

dr Maria Chiara Tiozzo*

 

 Come precedentemente la Legge n. 383, del 18 ottobre 2001 (c.d. Tremonti–Bis) e la Legge n. 102 del 3 agosto 2009 (c.d. Tremonti–Ter), l’art. 18 del Decreto Legge n. 91 del 24 giugno 2014 (c.d. decreto competitività) ha introdotto un’agevolazione per l’acquisto di nuovi macchinari ed impianti.

Il D.L. n. 91/2014 introduce infatti un credito d’imposta pari al 15% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli investimenti in beni strumentali realizzati nei cinque periodi d’imposta precedenti, con facoltà di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l’investimento è stato maggiore. Nel nuovo provvedimento vengono quindi utilizzate le modalità di calcolo della Tremonti-Bis, non essendo più previsto che l’agevolazione si applichi sull’intera spesa come accadde precedentemente con la Tremonti-Ter.

Inoltre, a differenza della Legge n. 102/2009, che prevedeva la detrazione dal proprio reddito imponibile (IRES o IRPEF) del 50% degli investimenti in macchinari, con l’art. 18 il beneficio fiscale non concorre alla formazione del reddito né alla base imponibile Irap. Il credito d’imposta, ripartito in tre quote annuali di pari importo, è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante modello F24, e poiché la quota corrispondente ad un terzo del credito d’imposta maturato costituisce il limite massimo di fruibilità del credito, nel caso in cui non sia possibile utilizzare in parte il credito di competenza, l’ammontare eccedente può essere utilizzato nel corso dei periodi d’imposta successivi (Agenzia delle Entrate, circ. n. 51/2011, § 4.2).

Infine, similarmente alla Legge n. 383/2001, è ora previsto che il credito possa essere usato solo a partire dal secondo periodo d’imposta successivo a quello in cui è stato effettuato l’investimento e che lo stesso credito debba essere riportato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di riconoscimento e in quelle relative ai periodi d’imposta di utilizzo successivi.

 

Oggetto dell’agevolazione.

L’art. 18 co. 1 del D.L. n. 91/2014 agevola i beni che hanno i seguenti requisiti:

–          Periodo temporale: gli investimenti devono essere effettuati dal 25.06.2014 (data di entrata in vigore del presente decreto) al 30 giugno 2015, individuandone il momento dell’effettuazione in base a quanto disposto dall’art. 109 del Tuir. Conseguentemente per gli acquisti di beni strumentali si considera la data di consegna e spedizione indicata nel Ddt; per i servizi il costo si considera sostenuto alla data di ultimazione della prestazione; per i beni acquistati attraverso operazioni di leasing è rilevante il momento in cui il bene viene consegnato dal concedente all’utilizzatore e per gli investimenti in appalto si considera il momento dell’ultimazione dell’opera;

–          Classificazione: oggetto dell’agevolazione possono essere esclusivamente gli investimenti in beni compresi nella divisione 28 della tabella ATECO 2007, si tratta quindi di macchinari e apparecchiature che intervengono meccanicamente o termicamente sui materiali o sui processi di lavorazione, e restano però esclusi strumenti computerizzati e veicoli a motore per uso generico (autoveicoli in genere) e gli investimenti in immobili.

–          Strumentalità: i beni oggetto dell’investimento devono essere beni strumentali, a dimostrazione la disposizione dell’art. 18 che stabilisce che l’incentivo fiscale è revocato se l’imprenditore cede a terzi o destina i beni oggetto degli investimenti a finalità estranee all’esercizio d’impresa prima del secondo periodo d’imposta successivo all’acquisto;

–          Novità: gli investimenti effettuati, per dare diritto al credito d’imposta, devono essere investimenti in beni nuovi, non precedentemente utilizzati a nessun titolo (secondo quanto disposto dalla Circ. Agenzia delle Entrate 41/2002 (§ 3) e dalla circ. Agenzia delle Entrate 44/2009 (§ 2.4) sono però agevolabili gli acquisti di macchinari, nuovi di fabbrica, esposti nello show room e utilizzati dal rivenditore ai soli fini dimostrativi e pertanto mai entrati in funzione). Sono quindi agevolabili, in base a quanto chiarito nella circ. Agenzia delle Entrate 27.10.2009 n. 44 in merito alla Tremonti-Ter, gli investimenti effettuati mediante acquisti in proprietà, anche con patto di riservato dominio ex art. 1523 c.c., contratti di leasing finanziario e di lease-back, contratti di appalto, e costruzioni in economia.

–          Territorialità: i beni devono essere destinati a strutture produttive situate in Italia, è infatti prevista la revoca nel caso in cui i beni oggetto d’investimento siano trasferiti in strutture produttive al di fuori del territorio dello stato, anche se appartenenti al soggetto beneficiario dell’agevolazione, entro il quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui è stato effettuato l’investimento;

–          Valore minimo: i beni acquistati devono avere un importo minimo unitario non inferiore a 10.000,00 euro.

Inoltre, nella determinazione del valore dell’investimento si deve tenere consto anche di tutti gli oneri accessori direttamente imputabili all’acquisto del bene (spese di trasporto, istallazione, ecc.), essendo essi  inclusi nel valore degli investimenti ai sensi dell’articolo 110, co. 1, lett b) del Tuir.

 

Soggetti che possono beneficiarne.

I soggetti che possono usufruire dell’agevolazione sono i titolari di reddito d’impresa. Sotto il profilo soggettivo possono quindi avvalersi dell’agevolazione: le imprese individuali; le società di persone; e le società di capitali e enti commerciali. Non potranno pertanto usufruire dell’agevolazione gli esercenti arti e professioni.

 

Decadenza dell’agevolazione.

L’agevolazione decade, come precedentemente indicato, nel caso in cui i beni oggetto d’investimento siano trasferiti in strutture produttive al di fuori del territorio dello stato e nel caso in cui l’imprenditore ceda a terzi o destini i beni oggetto degli investimenti a finalità estranee all’esercizio d’impresa prima del secondo periodo d’imposta successivo all’acquisto.

Pertanto, qualora, a seguito dei controlli, si accerti un utilizzo indebito del credito d’imposta a causa del mancato rispetto delle condizioni prescritte dalla norma o a causa dell’inammissibilità dei costi sulla base dei quali è stato determinato l’importo del credito, l’Agenzia delle Entrate provvederà al recupero del relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni (art. 18 comma 8 del D.L. n. 91/2014).

 

Esempio di calcolo.

Ai fini del calcolo dell’agevolazione occorre, dunque, determinare inizialmente il volume degli investimenti in beni strumentali realizzati nel periodo d’imposta agevolato e la media degli investimenti nei beni strumentali realizzati nei cinque periodi d’imposta precedenti.

Investimento effettuato dal 26.6.2014 al 31.12.2014: 25.000 euro;

Investimenti anni precedenti:

– 2009: 18.000 euro;

– 2010: 12.000 euro;

– 2011: 11.500 euro;             

– 2012: 13.200 euro;

– 2013: 12.700 euro.

Per il calcolo della media degli investimenti è possibile escludere l’anno in cui vi è stato l’investimento più alto, pertanto:

Media degli investimenti: (12.000+11.500+13.200+12.700)/4= 12.350

Credito d’imposta: (25.000-12.350)*15%=1897,50

Il credito d’imposta deve essere poi ripartito in 3 quote annuali e nel caso di investimenti effettuati nel periodo d’imposta 2014 (25.6.2014 – 31.12.2014), la prima quota è utilizzabile dall’1.1.2016 per euro 632,50.

Nel caso invece di investimenti effettuati nel periodo d’imposta 2015 (1.1.2015 – 30.6.2015), la prima quota è utilizzabile dall’1.1.2017 per euro 632,50 e gli anni utilizzabili per il calcolo della media degli investimenti saranno dal 2010 al 2014.

* Praticante dottore commercialista in Venezia