Bonus mobili e arredamento

dr Andrea D’Este*

 

L’articolo 16 del DL 63/2013 ha riproposto, seppure con modifiche, la possibilità di detrarre fiscalmente le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici finalizzati all’arredo di un immobile oggetto di ristrutturazione. Le spese devono essere sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014 (tale ultimo termine è stato così stabilito dalla legge di stabilità 2014).

 

Lavori di recupero immobiliare necessari

L’agevolazione è funzionalmente collegata alla detrazione prevista per le spese sostenute per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (art. 16-bis del Tuir).

Infatti condizione indispensabile per poter accedere alla detrazione in esame è aver sostenute spese di recupero dell’immobile i cui mobili o elettrodomestici andranno ad arredare.

Non sono pertanto agevolabile le spese per l’acquisto di arredi da destinare ad immobili di nuova costruzione mentre sono agevolabili gli acquisti di beni destinati all’arredo di un ambiente diverso da quelli oggetto di interventi edilizi (si pensi all’acquisto di un armadio dopo aver ristrutturato la cucina).

La legge agevolativa non specifica nel dettaglio quali interventi edilizi possono essere considerati necessari. La circ. 29/2013 dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito che è condizione necessaria alla fruizione del “bonus mobili e arredamento” aver eseguito nell’immobile lavori di:

–          manutenzione ordinaria (lett. a, art. 3 DPR 380/2001), effettuati sulle parti comuni di un edificio residenziale (ad esempio: appartamento del portiere, stenditoi, lavatoi);

–          manutenzione straordinaria (lett. b), art. 3 DPR 380/2001), effettuati su singole unità immobiliari residenziali e sulle parti comuni di un edificio residenziale;

–          restauro e risanamento conservativo (lett. c, art. 3 DPR 380/2001), effettuati su singole unità immobiliari residenziali e sulle parti comuni di un edificio residenziale;

–          ristrutturazione edilizia (lett. d, art. 3 DPR 380/2001), effettuati su singole unità immobiliari residenziali e sulle parti comuni di un edificio residenziale;

–          interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se non rientranti nelle categorie precedenti, sempreché sia stato dichiarato lo stato di emergenza;

–          restauro,  risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, di cui alle lett. c) e d) dell’art. 3 del DPR 380/2001, se relativi a interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro sei mesi dal termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile.

 

Se i lavori edilizi, ricompresi nell’elenco riportato, riguardano parti comuni di edifici, la detrazione delle spese per l’acquisto dei mobili/elettrodomestici sarà riconosciuta solamente se tali beni saranno destinati a tali parti comuni.

In assenza nella legge di una indicazione circa la data di inizio dei lavori di recupero dell’immobile, la circ. 29/2013 dispone che possono beneficiare del “bonus mobili” coloro che hanno sostenuto (e quindi pagato) spese volte al recupero dell’immobile dal 26 giugno 2012.

Sempre in tale circolare l’Agenzia ha previsto che i lavori di recupero devono essere iniziati anteriormente al sostenimento delle spese per l’acquisto dell’arredo.

Rileva la data di inizio dei lavori e non il primo pagamento degli stessi. Con ciò potrebbe darsi che le spese per l’acquisto dell’arredo siano anticipate rispetto al pagamento di quelle relative al recupero dell’immobile.

La data di inizio dei lavori potrà essere provata con i titoli abilitativi dei lavori o comunicazioni obbligatorie richieste dalle norme urbanistiche. Qualora non siano previste comunicazioni o licenze il contribuente potrà fornire una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

I lavori di recupero dell’immobile devono essere ancora in corso al momento di sostenimento della spese per l’acquisto dell’arredo oppure terminati “da un lasso di tempo sufficientemente contenuto, tale da presumere che l’acquisto sia diretto al completamento dell’arredo dell’immobile su cui i lavori sono stati effettuati”.

 

Requisiti soggettivi

Possono accedere all’agevolazione i medesimi soggetti che possono beneficiare della detrazione fiscale per i lavori di recupero del patrimonio edilizio (art. 16-bis Tuir). In particolare:

–          i soggetti IRPEF residenti e non in Italia;

–          i soci di cooperative a proprietà divisa, assegnatari di alloggi, anche se non ancora titolari di mutuo individuale;

–          i soci di cooperative a proprietà indivisa.

 

Requisiti oggettivi

Le spese devono riguardare l’acquisto di:

–          arredamento;

–          grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni);

–          apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica.

 

Tutti i beni devono essere di nuova costruzione/fabbricazione.

La circ. 29/2013 ha chiarito inoltre che:

–          rientrano nell’arredamento: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione;

–          rientrano tra gli elettrodomestici: i grandi elettrodomestici di classe A+ o superiore per i quali è obbligatoria l’etichetta energetica; i forni di classe A o superiore per i quali è obbligatoria l’etichetta energetica; i grandi elettrodomestici sprovvisti di etichetta energetica solo se per la tipologia non è ancora previsto l’obbligo di etichetta energetica. Per “grandi elettrodomestici” si può fare riferimento all’elenco di cui all’allegato 1B del d.lgs 151/2005 (ad esempio, frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento).

 

Non rientrano tra l’arredamento agevolabile le porte, i pavimenti, le tende e i tendaggi.

Nelle spese possono essere incluse quelle relative al trasporto e al montaggio.

 

Limite di detrazione

La spesa massima detraibile è di 10.000 euro. La detrazione – pari al 50% della spesa, viene ripartita in 10 rate annuali, di euro 500.

Essendo una detrazione non è possibile chiederne il rimborso ove non vi sia capienza o sia insufficiente.

Il limite di euro 10.000 è riferito alla singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze; pertanto il bonus può essere fruito più volte qualora gli arredamenti e/o gli elettrodomestici siano di arredo a immobili diversi, già oggetto di recupero edilizio.

 

Modalità di pagamento

Per poter godere dell’agevolazione il contribuente dovrà conservare la fattura di acquisto, con la descrizione della natura, qualità e quantità dei beni acquistati e la documentazione attestante il pagamento.

Quanto alle forme di pagamento, la norma non prevede le specifiche modalità.

Considerando l’intimo legame con l’agevolazione per le ristrutturazioni edilizie, il pagamento dovrà avvenire con bonifico bancario o postale che riporti:

–          la causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis DPR 917/1986); 

–          il codice fiscale del soggetto ordinante (beneficiario della detrazione);

–          il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

 

La circ. 29/2013, in considerazione delle tipologie di beni acquistati, ha ritenuto di considerare validi anche i pagamenti effettuati mediante:

–          carte di credito;

–          carte di debito (bancomat).

 

In questi casi il contribuente dovrà conservare la ricevuta di avvenuta transazione e l’estratto conto nel quale è riportato l’addebito.

Non è consentito, invece, effettuare il pagamento con assegni bancari o circolari, in  contanti o con altri mezzi di pagamento.

 

* Dottore Commercialista in Venezia