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Lug 10

Spese alberghiere e di ristorazione: deducibilità dell’IVA non detratta per mancata richiesta della fattura

dott.ssa Lisa Volpe*

Il Legislatore, con la Legge 133/2008 , ha eliminato la previsione normativa di indetraibilità oggettiva dell’Iva relativa all’acquisto di prestazioni alberghiere e alla somministrazione di alimenti e bevande così come descritta, ante modifica, all’art. 19bis1, co.1, lett. e) del D.P.R. 633/1972.
A seguito di questa modifica normativa, in vigore dal 1° settembre 2008, si applicano le disposizioni generali contenute all’art. 19 del D.P.R. 633/1972; ne consegue che il soggetto passivo ha la possibilità di detrarre l’imposta pagata per rivalsa sugli acquisti di prestazioni alberghiere o sulla somministrazione di alimenti e bevande, sempre che si tratti di costi inerenti all’esercizio di impresa.

L’Agenzia delle Entrate, in un primo momento, aveva stabilito l’indeducibilità dell’Iva non detratta per mancata richiesta della fattura (C.M. 6/E del 03/03/2009, quesito numero 1).
Tale interpretazione era stata da più parti criticata dato che spesso i costi amministrativi connessi alla registrazione di una fattura di importo modesto superavano il vantaggio derivante dalla detrazione dell’Iva.

L’Agenzia delle Entrate ha superato questa interpretazione con la C.M. 25/E del 19/05/2010.
Tale circolare evidenzia in primo luogo che la detrazione dell’Iva relativa alle predette prestazioni spetta a condizione che l’operazione sia inerente all’esercizio d’impresa e solo se l’acquisto è documentato da fattura. La fattura, infatti, diversamente dallo scontrino o dalla ricevuta fiscale, è il documento che, legittimamente, evidenzia separatamente l’IVA dalla sua base imponibile .
Per ottenere la detrazione è necessario che il cliente richieda al fornitore, non oltre il momento di effettuazione dell’operazione, l’emissione della fattura; infatti, ex art. 22 del D.P.R. 633/1972, gli esercenti prestazioni alberghiere e i somministratori di alimenti e bevande non hanno l’obbligo di emettere questo documento, se non espressamente richiesto dal cliente .
Nel diverso caso in cui l’imprenditore o il professionista non abbia richiesto la fattura ma sia in possesso di scontrino parlante o di ricevuta fiscale la Circolare 25/E conferma la possibilità di dedurre dal reddito d’impresa l’imposta pagata – ma non detratta – e compresa nel totale corrisposto al fornitore.
La deduzione dell’imposta, che assurge a costo d’impresa, è condizionata ad una valutazione del soggetto passivo che, in conformità al principio di inerenza, non ritiene economicamente conveniente richiedere e registrare la fattura essendo i costi amministrativi dell’operazione maggiori del vantaggio fiscale che potrebbe derivare della detrazione d’imposta.

A completamento di quanto finora riportato si ricorda che – in base all’art. 109, comma 6, ultimo periodo del Tuir – è ammessa la deduzione del costo di spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazione di servizi solo nella misura del 75%, salvo che si tratti sostenute per trasferte effettuate fuori dal territorio comunale di lavoratori dipendenti (art. 95, comma 3, del Tuir).

* Praticante dottore Commercialista in Venezia presso Studio Tomasin Commercialisti.