Procedura di collaborazione volontaria per il rientro di capitali dall’estero non dichiarati (c.d. “Voluntary Disclosure”)

dr Giulio Rigato*

PREMESSA
Il 29 gennaio 2014, a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è entrato in vigore il D.L. 28.01.2014 n. 4 contenente disposizioni urgenti in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all’estero. In particolare, il decreto aggiunge gli artt. da 5-quater a 5-septies al D.L. 28.06.1990 n 167.
Scopo della normativa è quello di consentire, attraverso la cosiddetta “voluntary disclosure”, definita “collaborazione vontaria”, la regolarizzazione di capitali non dichiarati illecitamente detenuti in territorio sia europeo che extracomunitario. Tale regolarizzazione avviene tramite una richiesta spontanea del contribuente, che deve essere presentata entro il 30 settembre 2015.
Lo sconto è concentrato sulle sanzioni, penali e amministrative; la procedura è basata sulla piena trasparenza dell’operazione (non è previsto l’anonimato).
Possono avvalersi della procedura gli autori di violazione degli obblighi di dichiarazione commesse fino al 31 dicembre 2013.

Procedure simili sono state varate negli ultimi anni dagli USA, dalla Gran Bretagna, dalla Germania, dalla Francia e dalla Spagna.

MONITORAGGIO
Le persone fisiche, le società semplici ed equiparate residenti in Italia e gli enti non commerciali che, nel periodo d’imposta, detengono investimenti all’estero o attività estere di natura finanziaria, suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia, sono tenuti a indicarli nella dichiarazione annuale dei redditi.
Sono inoltre tenuti agli obblighi di dichiarazione i soggetti che, pur non essendo possessori diretti degli investimenti esteri e delle attività estere di natura finanziaria, siano considerati “titolari effettivi” dell’investimento secondo quanto previsto dall’art. 1, Co. 2, lettera u) del D.Lgs 231/2007 e dal relativo allegato tecnico.

ADEMPIMENTI
Per poter accedere alla procedura volontaria, l’autore della violazione dovrà:
A) indicare all’Amministrazione Finanziaria, mediante la presentazione di apposita richiesta, tutti gli investimenti e tutte le attività di natura finanziaria costituiti o detenuti all’estero, anche indirettamente o per interposta persona, fornendo i relativi documenti e le informazioni per la ricostruzione dei redditi che servirono per costituirli, acquistarli o che derivano dalla loro dismissione o utilizzo a qualunque titolo, relativamente a tutti i periodi d’imposta per i quali, alla data di presentazione della richiesta, non sono scaduti i termini per l’accertamento o la contestazione della violazione degli obblighi di dichiarazione di cui all’articolo 4, comma 1;
B) versare in unica soluzione le somme dovute.

CAUSE OSTATIVE
La collaborazione volontaria non è ammessa se la richiesta è presentata dopo che l’autore della violazione abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali, per violazione di norme tributarie, relativi alle suddette attività.
La preclusione opera anche nelle ipotesi in cui la formale conoscenza delle suddette circostanze è stata acquisita da soggetti solidalmente obbligati in via tributaria o da soggetti concorrenti nel reato.
La richiesta di accesso alla collaborazione volontaria non può essere presentata più di una volta, anche indirettamente o per interposta persona

SCADENZA
La procedura di collaborazione volontaria può essere attivata fino al 30 Settembre 2015.

EFFETTI DELLA PROCEDURA
Nei confronti di colui che presta la collaborazione volontaria:
a) è esclusa la punibilità per i delitti di cui agli artt. 4 (Dichiarazione infedele) e 5 (Omessa dichiarazione) del D.Lgs 10 marzo 2000, n. 74;
b) sono diminuite fino alla metà le pene previste per i delitti di cui agli artt. 2 (Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti) e 3 (Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici) del D.Lgs 10 marzo 2000, n. 74.
Tali agevolazioni si applicano limitatamente alle condotte relative agli imponibili riferibili alle attività costituite o detenute all’estero.

RIDUZIONE DELLE SANZIONI
Le sanzioni di cui all’articolo 5, comma 2, D.L. 167/1990 sono determinate, nella misura pari alla metà del minimo previsto dalle legge se:
a) le attività vengono trasferite in Italia o in Stati membri dell’Unione europea e in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo che consentono un effettivo scambio di informazioni con l’Italia inclusi nella lista di cui al D.M. 4 settembre 1996; ovvero
b) le attività trasferite in Italia o nei predetti Stati erano o sono ivi detenute; ovvero
c) l’autore delle violazioni, rilascia all’intermediario finanziario estero presso cui le attività sono detenute un’autorizzazione a trasmettere alle autorità finanziarie italiane richiedenti tutti i dati concernenti le attività oggetto di collaborazione volontaria e allega copia di tale autorizzazione, controfirmata dall’intermediario finanziario estero, alla richiesta di collaborazione volontaria.
Nei casi diversi dai precedenti, la sanzione è determinata nella misura del minimo di legge, ridotto di un quarto.

COMUNICAZIONE ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA
Entro 30 giorni dall’effettuazione dei versamenti, l’Agenzia delle Entrate comunica all’Autorità Giudiziaria competente la conclusione della procedura di collaborazione volontaria.

MODALITÀ OPERATIVE
Le modalità di presentazione dell’istanza e di pagamento dei relativi debiti tributari, nonché ogni altra modalità applicativa, sono disciplinate con apposito provvedimento.

LE TAPPE DELLA PROCEDURA
1) Verifica preliminare: è fondamentale che il contribuente valuti attentamente la convenienza della disclosure e le possibili conseguenze (anche penali). La procedura riguarda tutte le attività estere, che vanno dichiarate e tassate per intero.
2) Presentazione della richiesta di disclosure sulla base dei moduli che verranno messi a punto dalle Entrate, con l’indicazione di tutti gli investimenti e le attività di natura finanziaria, costituiti o detenuti all’estero anche indirettamente.
3) Produzione di tutta la documentazione necessaria per la ricostruzione dei redditi utilizzati per creare i fondi all’estero e di quelli prodotti da tali fondi, indicando i periodi d’imposta interessati.
4) L’Agenzia emana gli avvisi di accertamento (per le eventuali maggiori imposte e connesse sanzioni di infedele dichiarazione) e gli atti di contestazioni di sanzioni (per violazioni da RW).
5) Il contribuente, se ritiene vi siano margini per ridurre la pretesa dell’avviso di accertamento, può presentare istanza di accertamento con adesione (non per le sanzioni RW).
6) Il contribuente versa tutte le imposte, interessi e sanzioni ridotte risultanti da accertamento in un’unica soluzione. Può impugnare gli atti ma perde i benefici della disclosure.

EFFETTI DEL MANCATO PAGAMENTO
Se il contribuente destinatario dell’atto di contestazione non versa le somme dovute nei termini previsti, la procedura di collaborazione volontaria non si perfeziona. L’Agenzia delle Entrate notifica, anche in deroga agli ordinari termini di decadenza, un nuovo atto di contestazione con la rideterminazione della sanzione, entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello di notifica dell’avviso di accertamento o a quello di redazione dell’atto di adesione o di notifica dell’atto di contestazione.
Chiunque, nell’ambito della procedura di collaborazione volontaria, esibisce o trasmette atti o documenti falsi in tutto o in parte ovvero fornisce dati e notizie non rispondenti al vero, è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni.

MODULISTICA
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito web la versione non definitiva della modulistica richiesta. L’Agenzia comunica che, in questa fase di messa a punto della procedura, eventuali osservazioni sul modello di richiesta e sulle schede allegate possono essere inviate alla casella di posta elettronica bozzadisclosure@agenziaentrate.it entro il 15 marzo 2014. L’Agenzia precisa inoltre che le richieste presentate utilizzando il modello in consultazione saranno comunque considerate validamente presentate.
Ad oggi è disponibile la seguente documentazione:
– Richiesta di ammissione alla procedura di collaborazione volontaria
– Istruzioni per la compilazione della richiesta
– Scheda A (Attività estere rilevanti)
– Scheda R (Richiedente)
– Appendice 1 – Glossario
– Appendice 2 – Periodi d’imposta per i quali sono aperti i termini per la contestazione
– Appendice 3 – Elenco dei Paesi e dei Territori esteri
– Appendice 4 – Nomina procuratore
– Appendice 5 – Dettaglio redditi di natura finanziaria
– Appendice 6 – Movimenti

COMMENTO
Il testo del Decreto Legge licenziato dal Governo ha suscitato negli esperti reazioni discordanti. Da un lato infatti c’è chi giudica positivamente l’impianto complessivo del provvedimento legislativo il quale, ispirandosi alle migliori best-practices internazionali, consente all’Italia di riavvicinarsi ai Paesi più avanzati nella lotta all’elusione ed evasione fiscale. D’altro canto altri commentatori hanno evidenziato alcune criticità che potrebbero seriamente minare l’efficacia della procedura di disclosure volontaria. In attesa delle modifiche che il testo del Decreto potrebbe subire in sede di conversione, riassumo brevemente gli aspetti positivi e le criticità maggiormente evidenziate.

I pro
Tra gli aspetti che dovrebbero incoraggiare la disclosure vi è l’esclusione da punibilità per i delitti di dichiarazione omessa o infedele e la riduzione fino alla metà delle pene per i reati di dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture false o mediante altri artifici. Altro vantaggio è la sensibile diminuzione delle sanzioni amministrative comminate per l’omessa dichiarazione nel modulo RW delle attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero.
Aderendo alla procedura in esame, tali sanzioni possono essere ridotte alla metà del minimo di legge se 1) le attività vengono trasferite in Italia o in un Paese che consenta l’effettivo scambio di informazioni con l’Italia (white list); 2) se le attività trasferite in Italia erano o sono detenute in un Paese white list; 3) se l’autore della violazione rilascia all’intermediario finanziario, presso cui le attività finanziarie sono detenute, un’autorizzazione a trasmettere alle autorità finanziarie italiane tutti i dati riguardanti le attività oggetto di collaborazione volontaria ed allega copia di tale autorizzazione.
Pertanto, per coloro che scelgano la strada della collaborazione volontaria, le sanzioni sono pari all’1,5% (in caso di Paesi a fiscalità ordinaria) ovvero al 3% (in caso di Paesi a fiscalità privilegiata) degli investimenti e delle attività non dichiarate. Si dovrebbe altresì poter tenere conto della disposizione sulla definizione agevolata delle sanzioni nella misura di 1/3, ai sensi dell’art. 16, D.Lgs. n. 472/1997.
Se invece il contribuente dovesse scegliere altra via di regolarizzazione rispetto a quelle sopra indicate, le sanzioni da versare sarebbero pari a quelle minime ridotte di 1/4 (e quindi il 2,25% o il 4,5%).

I contro
Il provvedimento è giudicato molto complesso, troppo oneroso e comportante responsabilità troppo importanti (anche per i professionisti). Alcune difficoltà di carattere procedurale rendono l’intero iter particolarmente complesso: la dichiarazione di emersione prevede infatti non solo di indicare i redditi iniziali e le somme oggi rimpatriate ma anche di ricostruire tutti i redditi che le somme estere hanno prodotto negli anni passati, con l’evidente difficoltà di recuperare i relativi documenti. Inoltre, nei casi in cui la ricchezza detenuta all’estero derivi da una evasione ancora accertabile il costo della sanatoria può giungere a livelli cosi elevati da dissuadere il contribuente dal regolarizzarsi. Infine, la nuova norma (Art. 5-septies) prevede che chiunque nell’ambito della collaborazione volontaria esibisce o trasmette atti o documenti falsi ovvero fornisce dati e notizie non rispondenti al vero è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni:. Evidenti sono le conseguenze: le responsabilità non gravano solo i contribuenti che decidono di avvalersi della procedura, ma ricadono anche sui professionisti che li assistono.

 

* Praticante Dottore Commercialista presso lo Studio Tomasin Commercialisti