Finanziamenti alle piccole-medie imprese (Sabatini-bis)

dr Carlo Farinati*

 

Il Governo, attraverso il D.L. 21 giugno 2013, n. 69 convertito, con modifiche, dall’art. 1, L. 09 agosto 2013 n. 98 (Decreto del fare) ha adottato misure per il rilancio dell’economia del Paese ed accrescere la competitività  delle imprese: in particolare, sono state introdotte disposizioni anti-crisi a favore delle piccole e medie imprese in forma di finanziamento per l’acquisto di beni strumentali all’attività dell’impresa. Si tratta di una riedizione della cosiddetta Legge Sabatini, che ha costituito uno dei fattori chiave per lo sviluppo dell’industria manifatturiera italiana a partire dagli anni ’70 del secolo scorso. Il settore delle macchine utensili è particolarmente interessato all’argomento.

 Oggetto dell’agevolazione

I provvedimenti in parola prevedono un sistema di incentivazione agli investimenti per l’acquisto o tramite leasing finanziario, di macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e di attrezzature nuove di fabbrica ad uso produttivo, nonché per gli investimenti in hardware, in software e in tecnologie digitali[1], classificabili nell’attivo patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3, B.II.4 dell’art. 2424 del codice civile. Sono quindi escluse le spese relative a terreni e fabbricati e a immobilizzazioni in corso e acconti[2].

Tali beni devono essere destinati alla creazione, all’implementazione o alla diversificazione di strutture produttive ovunque situate nel territorio nazionale. Rientrano nell’agevolazione anche il cambiamento fondamentale del processo di produzione di una unità produttiva esistente nonché l’acquisizione degli attivi direttamente connessi ad un’unità produttiva chiusa o che sarebbe stata chiusa, qualora essa venga acquisita da un investitore indipendente[3].

Quindi gli investimenti devono essere ad uso produttivo, correlati all’attività svolta dell’impresa e ubicati nei locali ove è svolta l’attività. Inoltre il bene, sempre che non sia acquisito tramite locazione finanziaria, deve essere capitalizzato e iscritto nell’attivo patrimoniale dell’impresa per almeno tre anni. Nelle operazioni di leasing il locatario ha l’obbligo di esercitare l’opzione di acquisto al momento della stipula del contratto.

 Soggetti destinatari dell’agevolazione

Beneficiarie di questi interventi, come accennato, sono le piccole e le medie imprese come definite dalla Raccomandazione 2003/361/CE ovvero le imprese che:

– occupano meno di 250 persone: per occupazione si intende un legame con l’azienda attraverso un contratto che prevede un vincolo di subordinazione. Pertanto, ai fini del conteggio, rientrano anche i dipendenti a tempo determinato;

– hanno un fatturato annuo inferiore a 50 milioni di euro oppure con un totale di bilancio annuo che non supera i 43 milioni di euro. Si precisa che il dato relativo al fatturato corrisponde al volume d’affari ovvero la voce A1 del conto economico civilistico[4].

 

Il decreto del Ministro dello sviluppo economico, ha specificato quali sono i settori produttivi e quali requisiti sono necessari per poter beneficiare del contributo.

Infatti solo le piccole e medie imprese con sede operativa in Italia iscritte al Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca possono accedere al finanziamento.

Tali imprese non devono trovarsi in stato di liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali. Devono pertanto trovarsi nel pieno e libero esercizio dei propri diritti. Inoltre non devono essere in condizioni tali da essere considerate “imprese in difficoltà” così come definito dal regolamento GBER[5].

I presenti finanziamenti non sono destinati ai soggetti che svolgono attività nel settore dell’industria carboniera, delle attività finanziarie e assicurative e, infine, della fabbricazione di prodotti di imitazione o di sostituzione dei prodotti latterio-caseari[6].

 Il finanziamento

L’incentivo introdotto dal “Decreto del fare” dà alle imprese la possibilità di accedere a forme di finanziamento a tasso agevolato[7].  

In sostanza, come avvenne con la Legge Sabatini, alle imprese viene erogato da parte dello Stato un contributo in conto interessi a parziale copertura degli interessi passivi relativi al mutuo acceso per l’acquisto dei beni di cui all’art. 2, co.1 del “Decreto del fare” necessari per lo svolgimento dell’attività dell’impresa.

I finanziamenti potranno essere concessi entro il 31 dicembre 2016 dalle banche aderenti alla convenzione di cui al co. 7 del Dl 69/2013 a valere sul plafond costituito presso la Cassa depositi e prestiti.

Le somme finanziabili sono comprese tra 20.000 e 2.000.000 di euro per una durata massima di cinque anni.

I finanziamenti possono coprire fino al 100% dei costi ammissibili i quali saranno individuati dal successivo decreto attuativo di cui al co. 7[8] citato e saranno erogati entro trenta giorni dalla stipula del contratto di finanziamento[9].

L’ammontare dei finanziamenti agevolabili potrà ammontare, su base nazionale, fino a 2,5 miliardi di euro, incrementabili fino ad un massimo di 5 miliardi di euro sulla base delle risorse disponibili con i successivi interventi legislativi.

Le risorse messe a disposizione per far fronte agli oneri derivanti dalla concessione di contributi in conto interessi, ammontano a 7,5 milioni di euro per l’anno 2014, 21 milioni di euro per l’anno 2015, 35 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2016 al 2019, 17 milioni di euro per l’anno 2020 e 6 milioni di euro per l’anno 2021.

Il contributo che viene concesso alle imprese è pari all’ammontare complessivo degli interessi calcolati al tasso del 2,75% su un piano convenzionale di ammortamento, con rate semestrali e della durata di cinque anni[10].

Inoltre, come si vedrà nel paragrafo successivo, la concessione del finanziamento può essere assistita da garanzia del Fondo di Garanzia nella misura massima dell’80% dell’ammontare del finanziamento[11].

Le imprese diverse da quelle agricole e quelle operanti nel settore della pesca, possono cumulare anche altre agevolazione concesse dall’apparato pubblico[12], incluse quelle concesse a titolo de minimis, a condizione che il cumulo non comporti il superamento delle soglie previste dall’articolo 15 del regolamento CE 800/2008 ovvero:

– il 20 % dei costi ammissibili nel caso delle piccole imprese;

– il 10 % dei costi ammissibili nel caso delle medie imprese.

Qualora l’agevolazione comporti il superamento di queste soglie, il Ministero provvederà a ricalcolare il contributo nei limiti delle medesime.

 Ruolo del Fondo di Garanzia per le piccole-medie imprese

L’intervento del Legislatore coinvolge anche il Fondo di Garanzia per le piccole-medie imprese il quale, con l’articolo 1 del Dl 69/2013, ha subito un notevole rafforzamento del suo ruolo di garante nelle operazioni di finanziamento alle imprese al fine di assicurare un più ampio accesso al credito alle medesime. Tale scopo viene raggiunto attraverso:

–         l’aggiornamento, in funzione del ciclo economico e dell’andamento del mercato finanziario e creditizio, dei criteri di valutazione delle imprese ai fini dell’accesso alla garanzia del Fondo e della misura dell’accantonamento a titolo di coefficiente di rischio;

–         l’incremento, sull’intero territorio nazionale, della misura massima della garanzia diretta concessa dal Fondo fino all’80 per cento dell’ammontare dell’operazione finanziaria, con riferimento alle «operazioni di anticipazione di credito, senza cessione dello stesso, verso imprese che vantano crediti nei confronti di pubbliche amministrazioni» e alle «operazioni finanziarie di durata non inferiore a 36 mesi»[13];

–         la semplificazione delle procedure e delle modalità di presentazione delle richieste attraverso un maggior ricorso a modalità telematiche di ammissione alla garanzia e di gestione delle relative pratiche;

–         misure volte a garantire l’effettivo trasferimento dei vantaggi della garanzia pubblica alle piccole e medie imprese beneficiarie dell’intervento.

Grazie all’aggiornamento dei criteri di valutazione del coefficiente di rischio delle imprese in funzione del periodo economico che il Paese sta vivendo, molte di queste avranno la possibilità di accedere al credito che prima era loro precluso.

Come detto il Fondo di Garanzia assumerà un ruolo di primo piano, consentendo alle imprese di accedere al credito: infatti esso svolgerà una funzione di garante sui finanziamenti che in futuro verranno erogati dalle banche aderenti alla convenzione. Pertanto, gli enti creditizi sosterranno un rischio di gran lunga inferiore dato che il Fondo fornirà una garanzia fino all’80 per cento dell’ammontare finanziato per cui in caso di insolvenza dell’impresa le banche potranno ottenere larga parte del capitale erogato. Verrà così evitato il “credit crunch” che tanto danneggia le imprese italiane.

 Controlli e ispezioni

In ogni fase del procedimento il Ministero può effettuare o disporre controlli, sia documentali che tramite ispezioni, con lo scopo di verificare la corretta fruizione delle agevolazioni e che siano stati rispettati vincoli e le modalità previsti dalla normativa.

Infatti, all’articolo 13 del decreto attuativo sono previsti i casi di revoca del finanziamento, e cioè:

a) venga accertato che il soggetto beneficiario in qualunque fase del procedimento abbia reso dichiarazioni mendaci o esibito atti falsi o contenenti dati non rispondenti a verità;

b) venga accertata l’assenza, all’atto di presentazione della domanda di cui all’art. 8, comma 1, dei requisiti di ammissibilità previsti all’art. 3, comma 1;

c) i beni oggetto del finanziamento o del contratto di leasing siano alienati, ceduti o distratti dall’uso produttivo previsto nei tre anni successivi alla data di completamento dell’investimento;

d) venga accertata la non conformità degli investimenti realizzati a quanto previsto all’art. 5 (ad esempio non rientrano nelle voci B.II.2, B.II.3, B.II.4);

e) il soggetto beneficiario sia stato oggetto di dichiarazione di fallimento prima che siano trascorsi tre anni dalla data di completamento dell’investimento;

f) il soggetto beneficiario non consenta lo svolgimento dei controlli sopra citati;

g) emerga che il soggetto beneficiario abbia fruito di agevolazioni pubbliche concesse per i medesimi beni e per le medesime spese oltre i limiti delle intensità massime previste nei regolamenti comunitari applicabili;

h) intervenga la risoluzione o decadenza del contratto di finanziamento, tranne nel caso di rimborso anticipato o, nel caso di leasing, di riscatto anticipato;

i) sussistano le ulteriori condizioni di revoca previste dal provvedimento di concessione delle agevolazioni.

 Aspetti operativi

L’ottenimento del contributo è subordinato alla presentazione della domanda di agevolazione e dei relativi allegati[14], i quali devono essere sottoscritti dal legale rappresentate dell’impresa o da un suo procuratore. Nel caso sia un procuratore a sottoscrivere la richiesta, sarà necessario allegare anche copia dell’atto di procura.

La modulistica per l’accesso al contributo deve essere presentata a partire dalle ore 9.00 del 31 marzo 2014, esclusivamente a mezzo posta elettronica certificata, agli intermediari finanziari aderenti alla convenzione[15] presso i quali si intende chiedere l’erogazione del contributo.

Nel caso in cui la domanda di contributo superi i 150.000 euro è necessario allegare la documentazione anti-mafia ai sensi del decreto legislativo n. 159/2011.

Le richieste dovranno essere compilate utilizzando esclusivamente i moduli messi a disposizione dal Ministero e presentate dopo il termine di apertura pena l’inammissibilità della domanda.

Gli intermediari finanziari, esaminate le richieste e riscontrata la presenza di tutti i requisiti soggettivi e la regolarità formale, trasmetteranno su base mensile alla Cassa depositi e prestiti le domande che hanno superato la fase istruttoria al fine di verificare la disponibilità della provvista sul plafond costituito presso la Cassa depositi e prestiti. Nel caso in cui le somme non siano sufficienti a coprire in toto il finanziamento, la prenotazione avviene in misura parziale.

Una volta esaurite le risorse il Ministero comunicherà  mediante avviso la chiusura dello sportello per la presentazione delle richieste di contributo[16].

Il contributo è erogato dal Ministero entro 30 giorni dalla ricezione della domanda di erogazione, completa di tutta la documentazione: esse sono presentate esclusivamente in formato digitale utilizzando la procedura informatica disponibile sul sito del Ministero dello sviluppo economico entro il 30 giugno 2014.

Quindi l’erogazione del contributo è subordinata alla presentazione della seguente documentazione:

–          richiesta di erogazione della prima quota del contributo (allegato 3) che deve essere sottoscritta dal legale rappresentate e dal presidente del collegio sindacale o in mancanza di questo da un revisore legale (in sede di prima richiesta);

–          richieste di erogazione delle quote di contributo successive alla prima (allegato 5) sottoscritte dal legale rappresentante;

–          richiesta relativa all’ultima quota di contributo che deve essere corredata da un’attestazione dell’intermediario finanziario con cui è stato stipulato il contratto; in sede ultima richiesta verrà certificato il rimborso del finanziamento;

–          ad ogni richiesta di erogazione lo schema di dichiarazione liberatoria del fornitore (allegato 4) o in caso di locazione finanziaria dichiarazione sostitutiva della società di leasing nel quale il fornitore dovrà dichiarare che i beni sono sati regolarmente pagati e che sono nuovi di fabbrica;

–          dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà per ciascuna richiesta di erogazione che confermi le informazioni rese in sede di presentazione della domanda di contributo nel caso in cui l’importo del medesimo superi i 150.000 euro.

 

* Praticante Dottore Commercialista in Venezia



[1] Articolo 2, co. 1 del Decreto legge 21 giugno 2013, n. 69.

[2] Articolo 6, co. 1 della Circolare del Mise n. 4567 del 10 febbraio 2014.

[3] Articolo 5, co. 1 del Decreto attuativo 27 novembre 2013.

[4] Articolo 2, co. 1 del Dl 69/2013.

[5] Per impresa in difficoltà il regolamento CE 800/2008 intende una PMI che soddisfa le seguenti condizioni:

a) la società a responsabilità illimitata che ha perduto più della metà del capitale sottoscritto e la perdita di più di un quarto di detto capitale sia intervenuta nel corso degli ultimi dodici mesi;

b) se si tratta di società in cui alcuni soci hanno responsabilità illimitata, è considerata in difficoltà se ha perduto più della metà del capitale, come indicato nei conti della società, e la perdita di più di un quarto di detto capitale è intervenuta nel corso degli ultimi dodici mesi;

c) indipendentemente dal tipo di società, qualora ricorrano le condizioni previste dal diritto nazionale per l’apertura nei loro confronti di una procedura concorsuale per insolvenza.

[6] Articolo 3, co. 1 e 2 del Decreto ministeriale 13 novembre 2013.

[7] Articolo 2, co. 1 del Dl 69/2013.

[8] Il Ministero dello sviluppo economico, sentito il Ministero dell’economia e delle finanze, l’Associazione bancaria italiana e la Cassa depositi e prestiti S.p.A. stipuleranno una o più convenzioni al fine di definire:

–         le condizioni e i criteri di attribuzione alle banche e agli intermediari del plafond anche mediante meccanismi premiali che favoriscono il più efficace utilizzo delle risorse;

–         i contratti tipo di finanziamento;

–         le attività di controllo, monitoraggio e rendicontazione che devono essere svolte dalle banche in modo da assicurare la massima trasparenza.

[9] Articolo 4, co. 1 e 2 del Decreto ministeriale 13 novembre 2013.

[10] L’appendice alla circolare n. 4567 del Mise afferma che “ai fini del calcolo del contributo, sulla base della procedura prevista nel decreto interministeriale 27 novembre 2013:

– quale data di avvio dell’investimento si considera il novantesimo giorno successivo alla data della delibera di finanziamento;

– quale durata teorica del preammortamento/prelocazione si considera quella indicata nella domanda da parte della PMI (0, 6, 12 mesi);

– quale data di ultimazione dell’investimento si considera la data di avvio dell’investimento aumentata della durata del preammortamento/prelocazione indicata dall’impresa nella domanda;

– la ripartizione dell’investimento per anno è effettuata utilizzando il seguente algoritmo previsionale lineare:

ripartizione i° anno investimenti = (Mi / durata_preammortamento) x importo investimento

dove “Mi” è il numero di mesi del preammortamento/prelocazione che cadono nell’anno i-esimo, calcolati a partire dalla data avvio investimento.

 Il contributo concedibile è pari all’ammontare complessivo degli interessi calcolati al tasso del 2,75 per cento su un piano convenzionale di ammortamento, con rate semestrali costanti e della durata di cinque anni, di importo corrispondente al finanziamento. Il totale del contributo così calcolato viene ripartito in 10 quote semestrali di valore costante.

Ai fini del calcolo previsionale dell’equivalente sovvenzione lordo, si procede all’attualizzazione dell’investimento e del contributo erogato, sulla base di un calcolo convenzionale che prevede:

– la ripartizione dell’investimento per anno secondo la formula sopra indicata;

– l’erogazione del contributo con la prima quota semestrale resa disponibile nell’anno di ultimazione dell’investimento, secondo la definizione sopra indicata. Successivamente si considerano due semestralità per anno in unica soluzione fino a concorrenza del contributo spettante”.

[11] Articolo 6, del Decreto ministeriale 13 novembre 2013.

[12] Articolo 6, del Decreto ministeriale 13 novembre 2013.

[13] Il decreto attuativo stabilirà le priorità di accesso e le modalità di concessione della garanzia del Fondo su tali prestiti.

[15] L’elenco delle banche e degli intermediari finanziari aderenti alla convenzione è disponibile nei siti internet del Ministero dello Sviluppo Economico http://www.mise.gov.it e della Cassa depositi e prestiti www.cassaddpp.it

[16] Le richieste di disponibilità pervenute su base mensile alla Cassa depositi e prestiti successivamente alla chiusura dello sportello acquisiscono priorità di prenotazione in caso in cui si rendano disponibili nuove risorse.